Da poco più di un mese e mezzo ho iniziato a correre. Prima correvo sul tapis roulant, avendo la fortuna di averne uno in casa.. Avevo iniziato con grande entusiasmo, con la grande curiosità di mettermi alla prova in uno cosa che non avevo mai provato prima, così affezionata al nuoto come sono... Ma mano mano che macinavo chilometri e passavano le settimane mi rendevo sempre più conto di una strana sensazione, non ero felice, non mi dava soddisfazione, provavo un disagio di fondo che non quadrava con il piacere tutto fisico del correre in sè. D'un tratto a metà settembre circa ho realizzato! E le parole mi sono comparse davanti: correre, correre, affannarsi e faticare tanto per non arrivare da nessuna parte.. Mi sono pian piano resa conto di quanto automaticamente questa fosse metafora di quella che è stata la mia vita in questi ultimi due anni..Inutile dire che questo improvviso insight mi ha stupita e mi sono sentita una completa idiota.. Che fare? Perchè questa è stata la prima domanda, dopo aver incassato il colpo.. Mentre pensavo a questa cosa, non so come, mi sono trovata ad agire. Ed ecco che vado a comprare le mie prime scarpe da running. Arrivo a casa, le provo, me ne innamoro e decido che devo uscire. Sì, devo USCIRE. Devo trovare un uscita, e di corsa! Ed è amore. Pian piano dopo un mese e mezzo arrivo all'ora di corsa e ai miei primi 9 km tutti d'un fiato, alternando uscite esaltanti ad altre disastrose! In questi giorni arriverò ai miei primi 100 km all'aperto e sento che quel 100 tondo tondo me lo sto conquistando tutto. Per carità! Sono ancora una schiappa, essere costantemente superata da altre persone (ben più datate di me!) è un po' umiliante! E solo quando raggiungerò il traguardo dei 10 km mi potrò considerare una vera runner. Ma intanto ci provo! E riassaporo quello che mi spinge ad andare: la sensazione del mio corpo che funziona, il rumore dei passi sulla strada, la respirazione quando prende "il ritmo giusto", la benzina che sento nelle gambe quando sono in buona forma, conoscere il mio corpo e assecondarlo, la soddisfazione di fare strada e andare avanti, aggiungendo man mano ogni volta qualche metro in più. Questione di prospettive. Dovrei ringraziare insomma la delusione da tapis roulant, che mi ha permesso di cambiare punto di vista! Dall'interno verso l'esterno! Non so ancora quanto riuscirò a trasportare tutto ciò in altri aspetti della mia vita, ma decisamente il running è stato ed è tuttora per me un'uscita di emergenza!

La strada ha tutto un altro sapore quando la fai di corsa. Io invece quest'anno mi sono data al nuoto..so che mi capisci..è sempre un'emozione farsi avvolgere dall'acqua..
RispondiEliminaEeeeh sì! Ti capisco molto bene! Non per niente ho messo l'immagine di un'oca che corre! E' un po' come mi sento io, un'ibrido! Corro, ma ho anche le "zampe palmate"! Appartengo alla terra ma anche all'acqua!
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